Jacopone da Todi
Nell'immaginario collettivo alla citta' di Todi e' associata indissolubilmente la figura di Jacopone da Todi illusrte poeta e padre della lingua italiana , secondo solo a Dante nel Duecento sia per l'ampiezza dell'opera che per la diffusione manoscrita.Della vita reale possiamo ricostruire solo alcuni tratti desunti in parte da biografie antiche e a altre da accenni a fatti reali reperibili nelle laudi dello stesso Jacopone.
La data di nascita si fa risalire verso il 1230 ,discendente dalla nobile famiglila dei Benedetti.Nel 1259 lo troviamo consigliere del Comune di Todi e I cenni biografici ci dicono che la sua fu una giovinezza dedita al piacere e alla vita sregolata.Quanto alla conversione all'Ordine dei Minori, leggenda vuole che sia avvenuta in seguito all'improvvisa morte della moglie Vanna dei conti di Colmezzo causata dal crollo di un pavimento durante una festa da ballo.Jacopone accortosi che il corpo di lei era ricoperto da un cilicio (una sorta di cintura piena di spini che molti uomini e donne nel medioevo portavano per rendere onore a Cristo , procurandosi indicibili sofferenze) , sarebbe rimasto tanto turbato da abbandonare la professione e lafamiglia donando tutte le ricchezze ai poveri.) .Nella sua vita di monaco sposo' appieno gli ideali pauperistici tramandati dalla regola di S.Francesco.Anzi con l'elezione a Papa di Bonificio VIII proprio per la sua attivita' anticuriale e per aver accusato il Papa di aver usurpato il trono ,Jacopone fu scomunicato e fu condannato al carcere perpetuo e imprigionato nelle segrete di un convento , forse quelle di San Fortunato a Todi da cui usci solo dopo la morte di Bonifacio VIII per volonta del successore Benedetto XI. La morte sarebbe sopraggiunta poco dopo nel 1306 nel convento di S. Lorenzo di Collazzone tra Todi e Perugia in cui si sarebbe ritirato dopo la prigionia.,.